
Garudasana: l'aquila, la posizione che raccoglie la mente
Silvia Ghigliazza
Insegnante di Yoga
Hai presente quei giorni in cui la mente è ovunque tranne che dove sei? Mille schede aperte, i pensieri che saltano da una cosa all'altra, e tu che non riesci a fermarti su niente. Ecco, l'aquila — Garudasana — è nata proprio per quei giorni. Ti chiede una cosa sola: raccogliti. Gambe che si avvolgono, braccia che si intrecciano, lo sguardo fermo su un punto. E all'improvviso, per restare in equilibrio, la mente ha una cosa sola da fare.
Dopo l'albero e il cammello, oggi nella Biblioteca degli asana torniamo in equilibrio — ma su una gamba sola e tutti «avvolti». Garudasana è la posizione della concentrazione: sembra un nodo, ed è in realtà il modo più elegante che lo yoga conosca per riportarti al presente.
Il nome: cosa significa Garudasana
Qui il nome nasconde una sorpresa. Garuda non è una semplice aquila: è l'aquila divina, il re di tutti gli uccelli, la cavalcatura del dio Vishnu. Mezzo uomo e mezzo rapace, è una creatura potente e luminosa della mitologia indiana. Asana è la posizione: Garudasana è «la posizione di Garuda». Si pronuncia più o meno ga-ru-dàs-ana. In italiano la chiamiamo «aquila» per comodità — ma ricordati che, sul tappetino, stai prendendo la forma di un re.
Il simbolo: raccogliere ciò che è disperso
Nei racconti antichi Garuda è il nemico giurato dei naga, i serpenti — e i serpenti, nello yoga, sono spesso l'immagine della mente che striscia, inquieta, impossibile da afferrare. Avvolgerti su te stessa come fa questa posizione è proprio questo: raccogliere l'energia che si disperde in mille direzioni e portarla in un punto solo. L'aquila vede da lontano perché guarda in un punto solo. È tutta qui la sua lezione: la concentrazione non è sforzo, è scelta di dove posare lo sguardo.
Come si entra, passo per passo
- ●Parti in piedi, in Tadasana, e piega leggermente le ginocchia, come per sederti su una sedia immaginaria: da qui nasce la stabilità.
- ●Sposta il peso sulla gamba destra. Solleva la sinistra e incrocia la coscia sinistra sopra la destra.
- ●Se riesci, aggancia il piede sinistro dietro il polpaccio destro; altrimenti lascia le dita del piede a sfiorare il pavimento, va benissimo lo stesso.
- ●Porta le braccia davanti a te e incrociale ai gomiti, portando sopra il braccio opposto alla gamba in alto (se sopra c'è la coscia sinistra, sopra va il braccio destro); poi avvolgi gli avambracci e cerca di unire i palmi.
- ●Solleva i gomiti all'altezza delle spalle e allontana le mani dal viso: sentirai aprirsi la zona tra le scapole. Allunga la schiena verso l'alto mentre il bacino scende.
- ●Scegli un punto fermo davanti a te e posaci lo sguardo (il drishti): è lì che vive l'equilibrio. Respira, 3-5 respiri.
- ●Per uscire, srotola con calma braccia e gambe e torna in Tadasana. Poi ripeti dall'altro lato — perché l'aquila, come noi, ha due ali.
I 3 errori più comuni
- ●Guardare in basso e trattenere il respiro: così l'equilibrio crolla. Tieni lo sguardo fermo su un punto e lascia scorrere il respiro, lento.
- ●Dimenticare di piegare la gamba d'appoggio e tirare su le spalle fino alle orecchie: la posizione diventa rigida. Piega il ginocchio, fai scendere il bacino e allontana le spalle dalle orecchie.
- ●Forzare l'aggancio del piede o l'unione dei palmi: se arrivi di forza, perdi il centro. Prima la stabilità, poi l'avvolgimento — la profondità arriva da sé, col tempo.
I benefici
- ●Allena equilibrio, coordinazione e — soprattutto — concentrazione: è una meditazione in piedi.
- ●Apre la zona tra le scapole e le spalle, quella che si irrigidisce davanti al computer: l'avvolgimento delle braccia è un massaggio per la schiena alta.
- ●Rinforza gambe, caviglie e piedi, e allunga i fianchi esterni, spesso contratti in chi sta molto seduto.
- ●Mobilita polsi e avambracci e, incrociando braccia e gambe da un lato all'altro del corpo, stimola la coordinazione tra i due emisferi.
- ●Calma la mente: per restare, devi essere qui. E quando sei qui, i pensieri smettono di saltare.
Le varianti, dalle più facili alle più avanzate
- ●Più facile — incrocia solo le gambe, senza agganciare il piede, e appoggia la punta a terra (o a un mattoncino) per avere un punto in più. Pratica vicino a un muro se l'equilibrio è nuovo per te.
- ●Per le braccia — se i palmi non si toccano, abbracciati: ogni mano sulla spalla opposta, come un abbraccio a te stessa. L'apertura della schiena è la stessa.
- ●Intermedia — avvolgimento completo di braccia e gambe, bacino più basso, gomiti sollevati all'altezza delle spalle.
- ●Avanzata — da lì, inclinati lentamente in avanti portando i gomiti verso il ginocchio in alto, in un movimento che scioglie e sfida l'equilibrio. Tre livelli di una stessa posizione: scegli il tuo, oggi.
Per chi è adatta (e chi fa attenzione)
L'aquila è alla portata di quasi tutti nella sua versione con le gambe solo incrociate. Procedi con gradualità e fatti guidare in caso di problemi o interventi recenti a ginocchia, caviglie, spalle o polsi, e in gravidanza (dove è meglio una versione appoggiata, senza avvolgere troppo). Scalda sempre prima caviglie e spalle: le articolazioni amano essere avvisate. E ricorda: cadere dall'equilibrio non è sbagliare — è come si impara a restare.
Una curiosità
Garuda è così amato da essere uscito dai templi per diventare un simbolo nazionale: è l'emblema dell'Indonesia e dà il nome alla sua compagnia di bandiera, la Garuda Indonesia. Mezzo uomo e mezzo aquila, re dei cieli e divoratore di serpenti, rappresenta la forza che vince l'inquietudine. Non male, per una posizione che a prima vista sembra solo un gran bel nodo. La prossima volta che ti avvolgi in Garudasana, ricordati che stai prendendo la forma di un re dei cieli — e che gli stai rubando il segreto: guardare in un punto solo.
↗Un altro equilibrio: l'albero
Se l'aquila ti ha insegnato a raccoglierti, Vrksasana ti insegna a radicarti. Scopri la posizione dell'albero, un altro pilastro della Biblioteca.
I nomi degli asana in sanscrito
Garuda, vrksa, ustra... dietro ogni nome c'è un'immagine o un mito. Il glossario per capire cosa dici ogni volta che sali sul tappetino.
L'aquila vola alto perché guarda lontano, e guarda lontano perché guarda in un punto solo. La concentrazione non è sforzo: è scegliere dove posare lo sguardo. — Silvia
Domande frequenti
Dal sanscrito Garuda (l'aquila divina, re degli uccelli e cavalcatura di Vishnu) + asana (posizione): è «la posizione di Garuda», un equilibrio in piedi su una gamba sola in cui braccia e gambe si avvolgono, raccogliendo il corpo e la mente in un punto.
Allena equilibrio e concentrazione, apre spalle e schiena alta, rinforza gambe e caviglie, allunga i fianchi esterni e mobilita polsi e avambracci. È una vera meditazione in piedi, perfetta per chi passa ore al computer.
Il segreto è lo sguardo: scegli un punto fermo davanti a te e tienilo. Piega la gamba d'appoggio, fai scendere il bacino e respira lento. L'equilibrio non è nei muscoli, è nell'attenzione.
Sì, nella versione con le sole gambe incrociate e la punta del piede a terra (o vicino a un muro). Per le braccia puoi abbracciarti con le mani sulle spalle opposte. Conta la concentrazione, non il nodo perfetto.






























